Via Maria Puteolana, 7 - 80078 - Pozzuoli (Na)
+39.081.526.9325
+39.081.196.88396

Cybersecurity, le imprese Italiane sono in ritardo

La banca d’Italia evidenzia il ritardo delle imprese italiane nell’adozione di sistemi di protezione cybersecurity. Tantissime sono da anni vittima di attacchi.
Il livello di spesa è ancora insufficiente, fermo a 4500€ per impresa in un anno.

In sette casi su dieci le imprese colpite da attacchi informatici devono destinare risorse aggiuntive al ripristino dei sistemi e sono costrette a rallentare l’attività, oltre che ad incidere sul capitale sociale. Ad ogni modo, in termini di importo, i danni restano abbastanza contenuti fatta eccezione per una parte delle imprese più grandi, quelle con più di 500 addetti. La Relazione annuale di Banca d’Italia distingue conseguenze tecniche e costi degli attacchi per settore di attività e per classe dimensionale delle imprese.

Andiamo ad analizzare qualche numero per avere una panoramica maggiormente definita:
Tra chi ha riportato almeno un attacco, nel 18,6% dei casi – quando si parla di imprese con oltre 500 addetti – il costo per rimediare ai danni varia tra 10mila e 50mila euro. La stessa spesa è affrontata dal 9,2% delle imprese tra 200 e 499 addetti e dal 13% di quelle nella fascia 50-199. Le percentuali scendono visibilmente se si considerano costi tra 50mila e 200mila euro: si va dal 2,4% delle imprese più grandi allo 0,6% di quelle più piccole. A conti fatti, comunque, per ora i cyberattacchi costano nella stragrande maggioranza dei casi (92%) meno di 10mila euro.

La vulnerabilità è in larga parte influenzata dalla preparazione digitale. I rischi sono più diffusi tra le imprese ad alto contenuto tecnologico che non operano nel settore dell’information communication technology dal momento che, al contrario di quelle a bassa tecnologia, attraggono gli attacchi ma diversamente da quelle Ict non hanno ancora sviluppato una sufficiente capacità di difesa.

Per questa tipologia di aziende è più alta la probabilità che l’attacco porti all’interruzione dell’attività (72,7% dei casi). Banca d’Italia cita come esempi le imprese che fanno ricorso all’e-commerce e al cloud computing, così come ai dispositivi dell’IoT: non richiedono nozioni tecniche avanzate e di conseguenza anche il livello di difesa si abbassa. Al contrario, chi fa uso dell’intelligenza artificiale ha solitamente un livello di competenza più alto e in parallelo una maggiore attenzione alla sicurezza informatica.