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Cloud e IoT motore della crescita, Italia seconda solo alla Finlandia

Nonostante il divario tra Nord e Sud nella diffusione digitale o tra imprese e Pubblica amministrazione, gli italiani sono sempre più tecnologici e a dimostrarlo sono dati diffusi da Assiform e Netconsulting.

LA CRESCITA. Il mercato dell’Ict italiano è in ripresa dopo un periodo di grande crisi. Basti pensare che il fatturato nel 2015 è pari a 64,9 miliardi di euro con una previsione di crescita per il 2016 di 65,9 miliardi. (fonte: Il Sole 24 Ore)

Da questo grafico è possibile notare come ci sia stato un calo del 2,4% del fatturato dei servizi di rete Tlc nel 2015 rispetto l’anno precedente. Invece è interessante notare come si sia registrato un aumento dei ricavi del 28,7% del cloud computing nel 2015 rispetto al 2014.

IL CLOUD. Cloud e Internet of Things rappresentano dunque un motore di crescita e sviluppo importante. Il Cloud, nello specifico, diventa sempre più un’opportunità per le imprese e le Pubbliche amministrazioni del territorio, sia per innovare i processi interni, che per offrire nuovi servizi ai clienti.

Il mercato Cloud in Italia ha raggiunto un valore nel 2015 pari a 1,51 miliardi di euro in crescita del 25%. Contribuiscono a questa stima soprattutto gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, ovvero quelli impiegati per aggiornare il patrimonio infrastrutturale e applicativo già esistente in azienda, che valgono in Italia 1,05 miliardi di euro e crescono del 21%, e quelli dedicati al Public Cloud, stimabili in 460 milioni di euro, in crescita del 35% anno su anno.

Sempre a proposito di Cloud Computing, un recente rapporto stilato da Rackone, il data center 100% made in Italy, conferma quanto detto: l’Italia è uno dei Paesi in cui le aziende fanno maggior uso di servizi in Cloud.

Nel bel paese il 40% delle aziende acquistano servizi in Cloud, contro una media europea del 19%. Meglio di noi fanno solo le imprese finlandesi (con il 51%). I servizi in Cloud più utilizzati sono almeno uno tra e-mail (35%), software per ufficio (16%), archiviazione di file (13%) e hosting di database (11%). Minore, ma comunque oltre la media Ue, l’acquisto di servizi in Cloud più avanzati come software di finanza e contabilità (13%), Crm (6%) e potenza di calcolo per eseguire software di impresa (3%). (Rapporto Rackone 2016)

I LIMITI. Ci sono però delle zone d’ombra. Nonostante l’uso “massiccio” del cloud le nostre aziende sono le più diffidenti. Nello specifico: il 20% delle imprese italiane che adotta il Cloud indica come fattore limitante il rischio di violazione della sicurezza e l’inadeguata conoscenza dei servizi in Cloud.

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