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Gli Usa puntano su Cloud e Big Data. E l’Italia?

Un vento di investimenti arriva direttamente dagli States.

Big Data Analytics, Cloud Computing e Security sono le voci che caratterizzeranno il ciclo di spesa del biennio 2016/2017. Ed è la sicurezza, in particolare, il vero driver degli investimenti It per l’82% dei manager censiti.

Il budget di spesa in tecnologie negli Usa crescerà quest’anno solo dell’1,2%, rispetto al 3,1% dell’anno scorso. Un ribasso importante che verrà parzialmente riscattato nel 2017, quando gli investimenti dovrebbero segnare un incremento anno su anno del 2 per cento. (fonte Il Sole 24 Ore).

E in Italia che aria tira?

Se queste sono le intenzioni professate dai responsabili It statunitensi, quelle dei colleghi italiani registrate dalla Cio Survey 2016, realizzata da Netconsulting cube (per conto di Capgemini Italia, Hewlett Packard Enterprise e Tim) coinvolgendo circa settanta realtà private, riflettono lo stato di “cantiere aperto” che caratterizza il processo di metabolizzazione della trasformazione digitale in seno alle aziende della Penisola. Un processo i cui lavori stanno comunque procedendo appoggiandosi a pilastri noti quali Mobile, Cloud, Big Data, Social e Internet of Things.

Ma l’aspetto chiave della questione è legato alla tecnologia? Secondo gli esperti non proprio. Per raggiungere determinati obiettivi servono figure in grado di affrontare il cambiamento imposto dal digitale con una visione sempre più lungimirante e d’impronta manageriale. Il Chief Information Officer deve aprirsi molto di più alle altre figure di management dell’organizzazione, a cominciare da Cfo (Chief Financial Officier) e Cmo (Chief Marketing Officier), e cioè i responsabili dell’area finance e del marketing.

Le imprese, per loro natura, sono portate a innovare le proprie attività in modo incrementale, riuscendo così a servire meglio la propria clientela, ma spesso non riescono a introdurre importanti cambiamenti che potrebbero aiutarle a conquistare nuovi target.

Fra i tanti dati emersi scopriamo per esempio che per il 31% dei Cio italiani interpellati la trasformazione digitale aiuterà a fare meglio e in maniera più efficiente quanto realizzato fino a oggi, mentre per il 14% darà accesso a nuovi mercati. Oltre la metà del campione, inoltre, pensa che l’impatto delle tecnologie digitali creerà nuovi modelli di business, mentre sono invece quasi scomparsi (sono il 3%) i Cio che le considerano come totalmente ininfluenti.

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