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Web Marketing Festival il giorno dopo, a Rimini formazione e innovazione

Definiamo innovazioni sociali le nuove idee che soddisfano dei bisogni sociali in modo più efficace delle alternative esistenti e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni.

“Definiamo innovazioni sociali le nuove idee che soddisfano dei bisogni sociali in modo più efficace delle alternative esistenti e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni. In altre parole, innovazioni che sono buone per la società stessa”.

Questo è il concept che ha fatto da leitmotiv al Web Marketing Festival di Rimini dell’8 e 9 luglio 2016.

Più di 3000 tra relatori e visitatori, 250 i media accreditati e oltre 26 sale dedicate alla formazione digitale: dalla SEO al diritto d’autore, dalle metriche di Google all’email marketing, ai tools indispensabili per chi lavora con il web. Fanno la loro comparsa nel programma del Festival anche temi come lo sport e l’editoria.

Molte altre iniziative sono ruotate attorno al tema centrale dell’evento. Formazione: il Digital Job Match, con il Festival che funge da punto d’incontro per professionisti del settore digitale e aziende con posizioni lavorative aperte; il WMF Rock Contest; il WMF Lab, che si propone di avvicinare gli studenti universitari e i giovani al mondo del digitale.

Startup Competition: ha visto Axyon AI, Just Knock (vincitrice della gara), MyAppFree, Awhy, MisterLavaggio e FruttaWeb, le 6 startup selezionate tra le oltre 200 candidate a­ sfidarsi sul palco del Palacongressi, dove introdotte da Marco Landi (già presidente mondiale di Apple), hanno avuto la possibilità di presentare il proprio progetto davanti a una giuria composta da esperti provenienti da realtà imprenditoriali e dell’innovazione quali TIM #WCAP, Unicredit StartLab, IBAN, LVenture, Digital Magics, StartupItalia!e TheHive.

La disruptive economy è stato il tema centrale della due giorni dedicata alla formazione digitale.

Cos’è la distruptive economy e cosa comporta? Ma soprattutto come possono le PMI affrontare questo cambiamento? Il termine “disruptive” è spesso associato alla locuzione “disruptive innovation” e fa riferimento a quei cambiamenti che intervengono prepotentemente nelle realtà produttive, nelle aziende dovuti all’uso massivo di strumenti digitali. La disruptive economy fa riferimento, quindi, alla trasformazione coatta che interviene anche nel processo economico sempre per effetto dell’uso delle nuove tecnologie digitali.

E le aziende italiane? Come si approcciano al digitale? Secondo Cosmano Lombardo, Chairman dell’evento, “il mondo aziendale andrebbe suddiviso in tre macro-aree: la prima riguarda chi ha compreso le potenzialità del Web e si è attrezzato o si sta adoperando per farlo. Molte realtà hanno totalmente trasformato il loro modello di business innovando non solo i prodotti e i processi, ma rivedendo totalmente la loro catena del valore. Una seconda area comprende le aziende indecise: hanno capito che sta accadendo qualcosa o che è già successo, ma non riescono in alcun modo a convincersi che dovrebbero vedere la digital trasformation dal punto di vista dell’investimento. Infine, una numerosa fetta di aziende disconosce totalmente la presenza del mondo digital”.

“E’ necessario trattare Internet e il Digitale come un fenomeno di carattere sociale”.

Con queste parole di Cosmano Lombardo si è conclusa la due giorni dedicata al web marketing. Innovazione è ciò di cui tutti noi oggi abbiamo bisogno, particolarmente in Italia. E per Innovazione si intende la capacità di creare e implementare idee che siano nuove e portatrici di valore.